Non sai mai dove comincia una storia che merita di diventare un libro
A volte le storie più belle non iniziano con un grande evento.
Iniziano con una conversazione casuale, un’idea che arriva all’improvviso e un’opportunità che nessuno stava cercando.
Questa storia è iniziata proprio così, a Milano, durante una conversazione con un’amica a Condé Nast. Stavamo parlando tranquillamente della possibilità di realizzare qualche collaborazione con influencer quando, a un certo punto, alla mia amica si è accesa una lampadina.
Mi ha chiesto se poteva parlare con il team che si occupava proprio di quell’ambito, perché la direttrice che aveva creato il dipartimento da zero stava per lasciare l’azienda.
Naturalmente le ho dato il mio permesso, la mia benedizione e, soprattutto, tutte le mie energie.
Perché in Book-à-Porter ci appassionano proprio questi progetti: scoprire che dietro un addio professionale c’è una storia che merita di essere raccontata e trovare il modo di trasformarla in un regalo personalizzato per una persona speciale.
La protagonista di questa storia.
Sei settimane per raccontare una storia
Il team diede il via libera nel giro di poche ore e ci mettemmo subito al lavoro.
C’era, però, un piccolo dettaglio: avevamo soltanto sei settimane prima della festa di addio.
L’obiettivo era chiaro. Il team voleva consegnare a C. il libro durante quella celebrazione, quindi bisognava raccogliere i ricordi, dar loro una forma, editare la storia, progettare il libro e produrlo in tempi record.
Quando lavoriamo a un libro su misura artigianale, ogni fase è importante. Non si tratta semplicemente di raccogliere testi e fotografie e rilegare tutto insieme.
Bisogna ascoltare le storie, trovare i legami tra loro e costruire un racconto che abbia senso nel suo insieme.
E, allo stesso tempo, bisogna farlo senza perdere ciò che rende speciale ogni singola testimonianza.
“Da soli possiamo fare così poco; insieme possiamo fare così tanto.”
Intrecciare i ricordi, pagina dopo pagina
Qui vale la pena aprire una piccola parentesi su qualcosa che per noi è fondamentale.
La cura che dedichiamo ai libri su misura di Book-à-Porter è assoluta.
L’editing del testo non consiste semplicemente nel controllare che non ci siano refusi. Lavoriamo anche sul ritmo, sulla struttura e sul legame tra le diverse storie, per fare in modo che la lettura scorra in modo naturale.
Perché quando riceviamo decine di piccoli frammenti di una vita professionale — una festa, un viaggio, una riunione, una celebrazione, un aneddoto — il nostro lavoro consiste nel trasformarli in qualcosa di più di una semplice raccolta di ricordi.
Intrecciamo quei piccoli frammenti fino a trasformarli in un tessuto narrativo curato e coerente.
E poi c’è la produzione.
I nostri libri vengono stampati a Barcellona e il nostro stampatore dedica un’attenzione straordinaria a ogni dettaglio: ogni pagina, ogni finitura, ogni punto della cucitura.
Perché quando il contenuto è così personale, anche l’oggetto che lo contiene deve essere all’altezza.
Ma torniamo a Milano.
I momenti vissuti dal team sono davvero tanti.
Una vita professionale raccontata da un intero team
Il team si dedicò completamente al progetto.
Cominciarono ad arrivare ricordi di ogni tipo: feste, eventi, viaggi, riunioni e piccoli momenti che, presi singolarmente, potevano sembrare semplicemente scene della vita quotidiana di un’azienda.
Insieme, però, raccontavano qualcosa di molto più grande.
Raccontavano la storia di C. all’interno dell’azienda.
Ogni persona contribuì con il proprio piccolo frammento e, poco a poco, quei pezzi andarono a comporre un ritratto collettivo di un percorso professionale condiviso.
Ed è proprio questo che amiamo di più quando creiamo un libro di vita personalizzato per un addio professionale: scoprire che un percorso non appartiene soltanto a chi lo ha vissuto in prima persona.
Appartiene anche alle persone che lo hanno accompagnato.
Il team al completo in un momento di festa.
Un libro giovane come il team
Ogni storia aziendale che raccontiamo è diversa e, per qualche ragione, finisce per conquistarci.
In questo caso c’era qualcosa di particolarmente bello: il team era molto giovane, ma allo stesso tempo aveva una grandissima esperienza.
Questa combinazione si è inevitabilmente trasferita nel libro.
Il risultato è stato un racconto fresco, giovane, energico e pieno di vita. Un libro che non parlava soltanto degli anni trascorsi insieme, ma anche della personalità del team che aveva voluto crearlo.
Perché un regalo di addio può essere molto più di un modo per dire arrivederci.
Può essere un modo per riconoscere tutto ciò che si è vissuto insieme, per ringraziare di ciò che è stato condiviso e per conservare per sempre una fase della vita che sta per concludersi.
Un nuovo capitolo
E così arrivò il giorno dell’addio.
Con quella stessa energia positiva, giovane e contagiosa che aveva accompagnato l’intero progetto, C. salutò il suo team e l’azienda per iniziare una nuova sfida.
Ma non partì da sola.
Portò con sé un libro prezioso, creato a partire dai ricordi, dalle parole e dagli auguri delle persone che avevano condiviso con lei quella fase della sua vita.
Forse è proprio questo l’aspetto più bello di questo progetto.
Tutto era iniziato con una conversazione casuale a Milano.
Un’idea arrivata all’improvviso.
Sei settimane dopo, quella conversazione si era trasformata in un libro.
E dentro quel libro era rimasta custodita una parte della storia di C.: quella di un team, di un percorso professionale e di tutte le persone che avevano reso speciali quegli anni.
Perché non sappiamo mai dove possa apparire una storia che merita di essere raccontata.
A volte è in una famiglia.
Altre volte, in una coppia.
E a volte nasce in un’azienda, tra colleghi che, arrivato il momento di salutarsi, scoprono di avere ancora molto da ringraziare, ricordare e celebrare insieme.
E allora, forse, ciò di cui quella storia ha semplicemente bisogno è un luogo in cui restare.
Un libro.
🛎 ️Vuoi saperne di più?
In questa sezione ti spieghiamo tutto su come scrivere un libro su misura per un collega : Libro YOU personalizzato per raccontare la storia di un collega.